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Vi racconto una figata.
Lunedi sera decido che per andare a trovare il mio amico Dino Bonelli… lascio stare a casa l’auto e vado in bici. Peccato che Prato Nevoso sia a 220 km da casa mia. L’allenamento e la gamba però ci sono. Tutti i km fatti in inverno con gli amici hanno dato il loro frutto e allora?
Parto … ma da solo sinceramente non me la sento di andare fin lassù e percorrere tutta quella strada… accorcio un po’; prendo il treno a Magenta, scendo a Vercelli… dai sono 40 km in meno.
E allora via mi sveglio alle 6.30 mi preparo, alle 8.37 c’è il treno alle 7.30 mi vesto col completino della Marina Romoli Onlus, lo stesso usato nella 12h di Monza (nella nostra squadra a scopo sociale, in aiuto della Fondazione MRO, c’erano nientepopodimenoche Pippo Pozzato, Christian Delle Stelle, Giacomo Nizzolo, Matteo Pelucchi, Davide Pota Guarneri, Luca Gualini 8biano, Marco Bellavia e la femmina Valentina Recanati). Tiro su la cerniera e mi rimane in mano… azz… brutto presagio direbbe qualcuno ma io, che la vedo al contrario come la pecora nera, penso: che figata questo viaggio sarà fantastico allora… via.. cambiare divisa e veloci che da casa a Magenta ci son 22 km e son già in ritardo… (indosso il completo System Cars )
Ce la faccio, arrivo, prendo il treno puntuale, faccio conoscenza col capotreno torinese ciclista, gli consiglio di usare integratori; mi chiede di che marca? Naturalmente #racer di #racerstore. Arrivo a Vercelli e ricomincio a pedalare. Asti 52 km. Una pianura infinita, cinghiali? Pitoni? Giraffe? No! Riso, riso, riso… che strafigata io che rido e faccio ridere da anni, per la legge d’attrazione, mi ritrovo in mezzo al riso… e giù. Ad Asti prendo la tangenziale… azz… si… proprio quella; con la bici… vietatissimo! Ma cartelli all’ingresso, dove c’è quello direzionale per Alba, non vietano transito alle bici e una volta entrato mica posso più tornare indietro e allora su!!! A manetta… verso la fine delle 2 carreggiate. Ad Alba vado a Barolo, nel frattempo ho mangiato e assorbito gli integratori della Racer che, con i Racertore, siano benedetti perché senza non si va da nessuna parte e via; arrivo a Barolo dove cerco acqua ma c’è solo vino. Ah ah trovo una fontana, visito il borgo stupendo, posto una foto, saluto qualche amico su whattsapp e riparto.
La Fondovalle non finisce mai, un mio amico mi dice che in effetti si allenava li per l’Ironman perché quelle stradone, immense stile americano, sono il toccasana per chi deve farne tanta e certo… io son già a quota 150 km…
A Mondovì finalmente il mio ospite decide che non mi viene a prendere e che devo farmi la salita fin lassù a Prato Nevoso pedalando… wow! Speravo proprio in questo!
Avrei rischiato di mangiare un cono senza gelato e invece ecco il gelato! Allora: pausa con Danilo alla sua palestra, in fase di restyling, Planet Fitness riparto e su, su, su… Mi ciuccio gli ultimi gel alla caffeina che, dandomi una gran svegliata, mi regalano le ultime forze per arrivare in vetta… Che figata!
Sono arrivato. Ad aspettarmi davanti al suo Surf Shop Prato Nevoso c’è lui con la nipotina in spalle. Dino Bonelli. L’uomo che ha fatto più viaggi di un Concorde… L’unico che mi ha portato in Sud Africa, Lesotho, Fiji, Tonga, Repubblica Dominicana, Corea, Nuova Zelanda, Innsbruck e …Prato Nevoso. Solo lui può farmi fare queste “follie” perchè solo lui e la sua famiglia sono così ospitali da convincermi di mettere le scarpe 45 e i pantaloncini senza mutande… Si ride e si scherza ma, seriamente, senza i Bonelli il mondo sarebbe diverso…
Il mercoledì sera, alla vigilia del viaggio di ritorno, incontriamo la brava e bella giornalista della Stampa di Torino che ci fa un bel regalo e una foto. (grazie).
Giovedì mattina, con la cartina in mano, realizzata con estrema precisione dalle mani dell’ assessor Bonelli senior, parto e mi dirigo verso Finale Ligure … sbaglio la prima rotonda, mi infilo in 5 tunnel vietati alle biciclette, uno dei quali sotto il santuario di Vicoforte dove probabilmente la Madonnina si è fata il segno della croce vedendomi entrare… e poi giù…fino? Booh mi sa che la cartina di Piero Bonelli non prende in considerazione le strade costriute negli ultimi 10 anni e, per non finire a pagare il casello in autostrada, cambio rotta e incrocio…il miracolo! Tre ciclisti che arrivano da Torino… dove andate? A Finale. Io pure! Giù con loro che, naturalmente, fanno una strada diversa, ma splendida. Passiamo dal meraviglioso lago di Osiglia. Sulle salite i tre ci dan dentro, io fatico un po’ a stargli a ruota ma, a metà dell’ultima lunga 8 km… mi ciuccio un gel racer e volo… davvero! Arrivo in cima per primo… godo come un bambino e iniziamo la picchiata per quasi 20 km. Tutta discesa fino al mare…. Che strafigataaaa!
Qui prendo il treno, dopo l’abbuffata di trofie, e rientro a Milano.
Rigrazio Dio, l’Universo e Dino che mi hanno fatto fare questa pazzia…ma… mi sa che sarà la prima di una lunga serie… potete giurarci.

Voglio ricordare anche la meraviglia del campo da golf di Prato che grazie alle sue 9 buche e mezzo da pitch & putt, giocate con Bonelli senior, mi hanno fatto ritornare la gran voglia di cimentarmi con l’handicap. 9 buche e mezzo certo perché qui per attraversare la pista è meglio divertirsi che faticare quindi la buca di mezzo è un bel nearest to the pin aggiunto con una regola locale. (mi spiace ma chi non capisce di golf… si arrangi).

Morale della favola? Hai voluto la bicicletta? Ora pedala. Grazie Kuota!
Grazie alla benzina e alle “munizioni” Racerstore che hanno mosso il motore.
Grazie Prato Nevoso.

Gli altri li abbiamo lungamente ringraziati e salutati nel racconto ma… permettetemi l’ultima rimembranza… Orca non ricordo più.
Baci
#marcobellavia